L’UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI
"Arrivato dove desiderava, cominciò a piantare la sua asta di ferro in terra. Faceva così un buco nel quale depositava una ghianda, dopo di che turava di nuovo il buco. Piantava querce. Gli domandai se quella terra gli apparteneva. Mi rispose di no. Sapeva di chi era? Non lo sapeva. Supponeva che fosse una terra comunale, o forse di gente che non se ne curava? Non gli interessava conoscerne i proprietari. Piantò così le cento ghiande con estrema cura." […]
Da tre anni piantava alberi in quella solitudine. Ne aveva piantati centomila. Di centomila, ne erano spuntati ventimila. Di quei ventimila, contava di perderne ancora la metà, a causa dei roditori o di tutto quel che c’è di imprevedibile nei disegni della Provvidenza. Restavano diecimila querce che sarebbero cresciute in quel posto dove prima non c’era nulla." […]
"Dissi che, nel giro di trent’anni, quelle diecimila querce sarebbero state magnifiche. Mi rispose con gran semplicità che, se Dio gli avesse prestato vita, nel giro di trent’anni ne avrebbe piantate tante altre che quelle diecimila sarebbero state come una goccia nel mare."
Da "L’uomo che piantava gli alberi", di Jean Giono - Salani Editore
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Luglio 9th, 2009 @ 13:04
quell’uomo ha trovato il senso della sua presenza nel mondo
Ottobre 30th, 2009 @ 17:23
Quest’anno anche il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” ha premiato un “uomo che pianta alberi”. In fatti, il prestigioso premio “Onoris Causa”, assegnato di tanto in tanto ad una persona che ha dedicato la sua vita or la sua opera alla montagna o all’ambiente è stato dato al prof. Richard Samson Odingo, vincitore del premio Nobel, assieme a Al Gore, e professore all’Università di Nairobi. Prestigioso personaggi nel mondo dell’economia sostenibile, oltre al suo lavoro di sensibilizzazione agli argomenti ecologici in tutto il mondo, egli si dedica anche alla piantumazione di alberi presso i villaggi dei contadini in Kenya, creando per loro una fonte di guadagno e insegnando l’importanza del gesto per il loro futuro (legge ancora a www.premiomazzotti.it)
Luglio 13th, 2010 @ 11:27
ci riderai, ma l’ho fatto anch’io per anni colle ciliege, le nocciole e i pinoli:
perché non coinvolgere le aziende turistiche locali facendole distribuire a locali ee turisti “il kit del piantatore”, un sacchetto di semi scelti in base alle caratteristiche del territorio insieme a un pezzo di legno di 15/20 cm con il motto “per i nipoti” oppure “ai miei posteri” o “per uun futuro”. aggiungerei semi di farro, miglio ecc perché gli uccelli sono un buon mediatore per il rimboschimento
ok, è la scemata del giorno
ciao Clauidio