TONINO PERNA: AUMENTARE IL PATRIMONIO COMUNE
I commons per un futuro sostenibile

Archiviato in: SostenibilitĂ  — 18 Marzo 2007 @ 19:47

Impianto eolico di Varese Ligure - Fonte: WikipediaIeri era a Trento per un convegno l’economista e sociologo Tonino Perna: l’Adige gli ha dedicato un ampio articolo-intervista, a firma di Michele Ianes, presentandolo come uno "fuori dagli schemi". Non lo conosco, e cercando di lui con Google non si trovano notizie molto aggiornate, ma in tempi di grande dibattito sullo sviluppo sostenibile - dibattito in cui si arriva a parlare anche di decrescita come unica alternativa - mi è sembrato molto interessante il punto di vista che Perna espone rispondendo ad una domanda del giornalista, tanto che ne voglio riportare di seguito le parole:

D.:"se ritiene che sia necessario cambiare rotta, ci indichi la sua alternativa".
R.:"l’alternativa è questa: dobbiamo aumentare il patrimonio comune. Per fare un esempio, è quello che facevano una volta le famiglie: appena potevano compravano la casa, qualche appezzamento di terreno, cose utili per il futuro dei figli. Così, ma per tutta la comunità, dobbiamo fare anche noi. Dobbiamo costruire una patrimonio naturale, etico, paesaggistico che possiamo trasmettere alle prossime generazioni. Mentre la ricchezza di oggi, rappresentata dalla finanza, è ridotta ad un flusso, dobbiamo creare una ricchezza che rimanga nel tempo".

Dobbiamo aumentare il patrimonio comune, naturale, etico, paesaggistico… e di conoscenza, aggiungerei anche: è un’idea che mi rimanda direttamente alle riflessioni che facevo qualche tempo fa sui Creative Commons e sul concetto di commons in generale. Le utopie socialiste sono naufragate e il liberismo si confronta direttamente con la sua intrinseca in-sostenibilità, con la condanna ad una crescita senza limiti che sembra non solo necessaria ma addirittura inevitabile ma che erode le risorse, umane e ambientali. Sono d’accordo: c’è bisogno di un patrimonio comune, di un commons, una ricchezza di base che sia sufficientemente diffusa per fornire al maggior numero di persone gli strumenti indispensabili per la vita materiale e per l’accesso alla conoscenza.
Ma è interessante anche il passo immediatamente successivo dell’intervista:

Centrale idroelettrica russa - Fonte: WikipediaD.: "a questo punto, due domande: qual’è un esempio di ricchezza che entra a far parte del "patrimonio comune"? e chi deve occuparsi di crearla?"
R.: "un sistema di energie rinnovabili diffuso: ecco un esempio di patrimonio comune. Oppure dell’ottima acqua potabile - so che in Trentino non avete problemi - che ci faccia risparmiare una cinquantina di euro l’anno. O anche spazi per il tempo libero e lo sport ad accesso libero, gratuito. Perchè oggi siamo costretti a spendere anche per il tempo libero. E’ compito della politica costruire il patrimonio, in particolar modo della politica locale".

Dicevamo della decrescita come alternativa ad un sistema economico malato… recentemente il concetto è approdato anche nell’intrattenimento televisivo di prima serata con l’intervista di Pallante - l’autore di "La decrescita felice" - alle Invasioni barbariche. Qui mi piace come conclude l’intervista Perna:
"La decrescita è un concetto che mi lascia perplesso: non si possono immobilizzare le energie e le intelligenze con l’obiettivo di non crescere. La mia idea è un’altra: dire non voglio la crescita economica ma la crescita del patrimonio comune. Su questo credo vadano concentrate le nostre energie". 

Un paio di articoli da Ethos Blog sul concetto di commons:
LIBERA CREATIVITA’ IN LIBERA INTERNET 
PROBLEMA: IL MOUNTAIN BIKE SUI SENTIERI? 

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