ORA L’IDENTITÀ È ANCHE DIGITALE
…per un uso consapevole delle tecnologie di comunicazione

Archiviato in: Pensiero lento, Comunicazione, Internet, Identità — 17 Dicembre 2006 @ 17:42

Andrea Granelli - Il sé digitaleDi Andrea Granelli, ho letto "Il sé digitale. Identità, memoria, relazioni nell’era della rete", Edizioni Guerini e Associati: un testo pubblicato al momento giusto, che consiglio a chiunque voglia vivere consapevolmente la grande rivoluzione che la comunicazione e la società del nostro tempo stanno sperimentando con Internet, e in particolare con quel fenomeno che da più parti si indica con il termine di web 2.0 (anche se non credo che Granelli utilizzi mai questo termine in tutto il libro!).

Intanto diciamo che all’orizzonte - quello culturale, cioè inerente la natura dell’uomo - non c’è nulla di nuovo: si tratta sempre di identità, questione da sempre al centro della vita di ogni individuo o gruppo di individui, elemento fondante su cui si basano tutte le nostre relazioni, e quindi la nostra esistenza.
La novità, semmai, è la nuova dimensione in cui l’identità di un individuo ha oggi l’opportunità di definirsi un ruolo: il mondo digitale.
Potremo non avere nemmeno un indirizzo di posta elettronica, nè preoccuparci di usare internet per il nostro lavoro o per organizzare le prossime vacanze, ma nel momento in cui invieremo anche solo un sms avremo già lasciato una traccia in quell’universo di informazioni digitali - "infoverso" - che oggi sta permeando ogni aspetto della nostra vita quotidiana. E se da sempre la tecnica è causa di modifiche nell’esistenza umana, quelle digitali più di ogni altra tecnologia hanno un impatto diretto sulla nostra psiche.

Il libro di Granelli richiama l’attenzione su questo potenziale immenso, e lo fa da un punto di vista antropologico, senza anteporre la tecnica alla cultura, anche se della prima non nasconde l’impressionante progresso: si tratta semmai di favorire un apprendimento consapevole delle tecnologie digitali, che sia finalizzato ad un loro consapevole utilizzo, mettendone le potenti risorse al servizio della crescita dell’individuo in termini di organizzazione della memoria, costruzione delle relazioni, acquisizione di nuove conoscenze… in altre parole di definizione dell’identità.

Il tema mi sta molto a cuore, non solo perchè lo vivo personalmente e professionalmente, ma anche perchè credo che l’identità sia tra gli elementi fondanti di una Ethosesistenza. Non importa se abbiamo un blog personale o ci limitiamo a pubblicare le nostre foto su Flickr, oppure se tutto questo per noi è ancora arabo però scattiamo immagini con la digitale e le inviamo per posta elettronica: in ogni caso stiamo utilizzando dei mezzi digitali che lavorano con le informazioni e sono estremamente potenti, che potranno aumentare la nostra libertà di espressione e partecipazione nel mondo o aumentare il grado di controllo sulla nostra sfera privata. Dipende anche da noi quale sarà lo sviluppo di queste cose.

Un telefonino non è semplicemente un nuovo canale di comunicazione: è qualcosa che sta cambiando la nostra psiche e quindi la nostra vita, mano a mano che lo integriamo nelle nostre abitudini quotidiane. Eppure mi meraviglia quanto poco si parli e si rifletta su questo: quello che ieri non si immaginava nemmeno oggi è semplicemente normale.
Ritornerò sull’argomento: anche per questo a queste nuove righe assegno anche la categoria "identità", oltre che "pensiero lento", tipica di tutti gli argomenti che hanno bisogno del loro tempo per svilupparsi.

1 Commento »

  1. Chiara:

    Sto svolgendo proprio ora una tesi dal titolo “Come internet ha cambiato l’identità e le relazioni”. Ad averlo saputo prima, avrei di certo letto questo libro (forse sono ancora in tempo). Ciò che pare incredibile in questo settore prettamente psicologico è che, oltre ad avere poche traduzioni italiane di produzionila cui maggior parte è in inglese, le informazioni riguardo questi argomenti sono difficili da reperire, persino in Internet!
    Certo si tratta di un argomento interessante che tra l’altro ha notevoli ripercussioni su tutti noi e anche sulla vita di ogni giorno. Come si vivrebbe oggi senza computer?!
    Inoltre, sono a sostegno di chi fa questo tipo di informazione.Bravo, la cultura, oltre ad essere illimitata nella sua produzione, non basta mai a noi uomini.

    Chara

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